Un ciclo di eventi imperdibili, unici e magici come il posto in cui si svolgeranno: Lastation lancia il programma di Sleep Concert.

Si tratta di sonorizzazioni durante le quali “la musica e l’ambiente si combinano a creare una forma di “sonno attivo”, in cui il suono ha lo scopo di trattenere la mente che indugia tra la veglia e l’assopimento”.

La mattina seguente all’ascolto sarà possibile fare colazione nello spazio di Lastation, dotato di un angolo bar. Primo appuntamento con Caedicoda, eclettico artista contemporaneo, venerdì 22 luglio, poi gli appuntamenti proseguono i compositori Gabriele Panico e un terzo che sarà annunciato a breve.

Canedicoda

22/07/16. 23:59 – 23/07/16 05:59

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In questo contesto Canedicoda si presenta come Ottaven, che è il nome che ha scelto per la sua intima relazione con il suono.
“La musica è suono – o silenzio – portatrice di sensazioni. Il suono è fisico, medium di messaggi e significati. Trovo importante saper essere ripetitivi, scavare ed insistere nelle azioni. Rifletto sull’idea di peso del linguaggio verbale/sonoro nel nostro vivere: quanto il linguaggio e il messaggio siano legati ai toni. Divagando: mi fido maggiormente ed abbraccio più volentieri il linguaggio del corpo rispetto a quello verbale. Suono e linguaggio corporeo sono onestamente ed autenticamente intrecciati. Tramite la mia musica provo a raccontarvi qualcosa del mio sentire intriso al tempo stesso di concentrazione e d’improvvisazione”.

COSTO BIGLIETTO 10 euro

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA, colazione inclusa.

Info e prenotazioni: +39 366 3199532; info@lastation.it

 

“Il termine “Sleep Concert” può essere facilmente frainteso: non significa che la musica aiuti gli spettatori a dormire profondamente. Al contrario, musica e l’ambientazione del concerto si combinano a creare una forma di “sonno attivo”, in cui il suono ha lo scopo di trattenere la mente che indugia tra la veglia e l’assopimento. La musica viene percepita come il varco tra gli stati di pensiero non lineari tipici dei sogni e l’ambiente circostante, consentendo di muoversi ai limiti del sonno, mantenendo un piede nel mondo di Morfeo e l’altro nel luogo reale in cui ci si trova.”